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Le infrastrutture di ricarica in Italia: lo studio di MOTUS-E

Le infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici in Italia sono in crescita. Stando alle nostre ultime elaborazioni, relative a febbraio 2020, sul suolo nazionale sono presenti 13721 punti di ricarica in 7203 stazioni accessibili al pubblico. Questo dato si riferisce al numero di infrastrutture installate, sebbene alcune risultino ancora in corso di collegamento alla rete per l’attivazione.

La ripartizione media è del 73% per le infrastrutture pubbliche ad accesso pubblico (e.g. su strada) e del 27% su suolo privato a uso pubblico (e.g. supermercati o centri commerciali).

Rispetto alla precedente rilevazione, effettuata a fine settembre 2019, si registra una crescita media del 33%. Le infrastrutture di ricarica sono passate da 5246 a 7203, mentre i punti di ricarica da 10647 a 13721. In termini assoluti, il delta di crescita è stato di +1957 infrastrutture e +3074 punti di ricarica. Sostanzialmente analoga alla precedente rilevazione la potenza erogata dai punti di ricarica, che vedono ancora una debole crescita delle ricariche ad alta potenza in corrente continua.

Rimane da evidenziare una difficoltà intrinseca di mappatura accurata dei dati. In assenza di una piattaforma ufficiale con input dati di prima mano (la PUN, Piattaforma Unica Nazionale, di cui si parla da lungo tempo) appare particolarmente difficile ricostruire un quadro affidabile e preciso di collocazione delle infrastrutture di ricarica nel nostro Paese.

È altresì complessa l’elaborazione di un dato accurato di distribuzione geografica e capillarità delle stazioni e dei punti di ricarica. Avere infatti una chiara idea di quale sia il numero di punti ogni 100 km sarebbe utile sia per l’utente della mobilità elettrica, sia per i CPO (Charging Point Operators) che gestiscono l’installazione di nuovi punti.

Riteniamo auspicabile, infatti, che l’installazione di nuove infrastrutture di ricarica pubbliche – e con esse anche la distribuzione di potenza – avvenga in base a parametri di densità abitativa, di numerosità dell’utenza, oltre che di tipologia di area (es. privilegiare le ricariche quick nei centri urbani, fast e ultrafast nelle strade ad alto scorrimento e nei parcheggi di interscambio).

Dal punto di vista regolatorio, consideriamo necessaria la semplificazione degli iter di installazione di ricariche su suolo pubblico e, al contempo, l’agevolazione delle infrastrutture private.

Leggi qui lo studio completo.