Per favorire lo sviluppo del settore e mantenere l’Italia al passo con l’evoluzione tecnologica, l’associazione presenta alcune richieste su autorizzazioni e controllo dei veicoli, accanto a quelle su infrastrutture di ricarica ed elettrificazione del trasporto merci
ROMA, 8 ottobre 2026 – La guida autonoma rappresenta la nuova frontiera dell’industria automobilistica e della robotica avanzata: da essa può dipendere il futuro della mobilità e dell’industria e l’Italia non deve rimanere indietro.
Per questo motivo, tra le proposte presentate da Motus-E al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) nella consultazione per l’aggiornamento del Codice della Strada, spicca la richiesta di modificare alcune norme sulla guida autonoma previste dalla bozza di revisione, che rischiano di paralizzare in Italia lo sviluppo di una tecnologia chiave per i prossimi anni.
L’associazione chiede, in primis, di intervenire sulla bozza laddove si prevede che il controllore debba essere sempre presente a bordo del veicolo. Un obbligo in contrapposizione a best practice ed esperienze europee già consolidate: sono diverse, infatti, le città o aree dell’Unione con servizi di veicoli a guida completamente autonoma già attivi, tra robotaxi, bus e navette.
In particolare, la modifica richiesta prevede di monitorare la circolazione dei veicoli a guida autonoma attraverso un controllore da remoto, capace di intervenire immediatamente in caso di necessità con poteri ben definiti, rispettando così le prerogative tecniche dei veicoli, non solo in fase di sperimentazione, ma anche per le finalità omologative.
La norma consentirebbe ai mezzi in questione, progettati per servizi senza conducente, di essere utilizzati come previsto, mantenendo sia i benefici dell’automazione sia il controllo umano. Il titolare dell’autorizzazione, ossia la persona o la società che gestisce la flotta di veicoli a guida autonoma, presenterebbe infatti un piano di sicurezza onnicomprensivo, assicurando un’adeguata supervisione a distanza che preveda, in caso di bisogno, un intervento da remoto del controllore, la cui tempestività sarebbe analoga a quella di un conducente a bordo.
Per non ritardare il lancio di iniziative simili a quelle già in corso nel resto d’Europa, Motus-E propone inoltre di affidare le regole di dettaglio sulla guida autonoma a un decreto ministeriale, più flessibile e facile da aggiornare per seguire passo passo gli effettivi sviluppi della tecnologia.
“La sfida della guida autonoma non riguarda solo la mobilità, ma la capacità del nostro Paese di attrarre investimenti, sviluppare competenze e rafforzare la competitività della filiera industriale. Per questo è fondamentale che il Codice della Strada definisca regole moderne, coerenti con l’evoluzione tecnologica e con quanto già avviene in Europa, mantenendo sempre la sicurezza come principio imprescindibile”, commenta il Presidente di Motus-E, Fabio Pressi.
Sempre per favorire lo sviluppo della guida autonoma nel nostro Paese, ma anche per garantire nell’immediato una maggiore sicurezza per tutti gli utenti della strada, l’associazione chiede più attenzione alla manutenzione della segnaletica stradale, per garantirne la massima visibilità.
A proposito di segnaletica, tra le altre proposte di Motus-E figurano nuovi e più chiari segnali di indicazione delle infrastrutture di ricarica a uso pubblico, distinte tra potenza standard o elevata e tra ricarica per veicoli leggeri o pesanti, nonché segnali riconoscibili e uniformi che delimitino i posti auto riservati alla ricarica dei veicoli elettrici. In quest’ambito l’associazione chiede anche una maggiore tutela verso gli stalli destinati alla ricarica.
Le osservazioni di Motus-E alla bozza di aggiornamento del Codice della Strada comprendono, infine, la richiesta di innalzare da 2 a 4 tonnellate il peso aggiuntivo riconosciuto ai mezzi pesanti elettrici, per non porre un limite al peso delle batterie e quindi alla crescente autonomia dei veicoli.
Continua a leggere
Pubblicato il 1 Ottobre 2026
Pubblicato il 29 Settembre 2026




