Analisi di mercato
Aprile 2020 – Nella tempesta, barra dritta senza cedimenti
Aprile 2020
Dati aggiornati al 31 Marzo 2020
Progressivo vendite 2020
BEV
5.902
PHEV
2.967
Parco circolante
48.001
Vendita del mese percentuale
BEV
67%
PHEV
33%
Distribuzione geografica
Totale unità Bev+Phev
8.869
Variazione vendite Year To Date
YTD
+121%
Totale 2020
8.869
Totale 2019
4.008
Le 5 auto BEV più vendute in Italia
1. Renault Zoe
1.218
2. Tesla Mod. 3
746
3. Peugeot 208
644
4. Vw Up
630
5. Smart ForTwo
627
Punti di ricarica e infrastrutture
Totale punti di ricarica
13.721
Totale infrastrutture
7.207
Gli effetti del Covid-19 sul mercato auto in tutta Europa stanno facendosi sentire con tutta la loro forza. L’Italia registra un -97% di immatricolazioni complessive. L’elettrico, purtroppo, conferma il trend, seppur meno marcato delle trazioni endotermiche, che ha visto la vendita di poco più di 4.400 veicoli nel mese di riferimento.
Ad aprile 2020, con 526 vetture elettriche immatricolate, si sono registrate 1.220 auto vendute in meno rispetto allo stesso mese del 2019, complessivamente pari a un -69% dell’intero mercato dell’elettrico (BEV+PHEV).
Tuttavia è opportuno analizzare l’andamento sull’anno 2020 e non solo questo aprile così affetto dalla crisi. Il dato YTD per l’elettrico infatti, che tiene in considerazione le immatricolazioni dal 1 gennaio ad oggi, registra un andamento molto positivo rispetto allo stesso periodo del 2019 (+146% per le sole BEV), che fa da contraltare a una decrescita generale delle immatricolazioni dal 2019 a oggi (-50%).
Analizzando le vendite dei primi quattro mesi, nel 2019 risultavano immatricolate 4.861 autovetture elettriche, mentre nel 2020 8.869, pari a un incremento del 121%. Questo lascia presupporre, dunque, che questo segmento di veicoli, in rapida crescita nei primi due mesi 2020, avrebbe potuto continuare a crescere in modo esponenziale lungo tutto l’anno – come previsto da MOTUS-E – se non fosse intervenuto il fattore di crisi che ha messo in difficoltà l’intero comparto automotive e dei trasporti in Italia.
In questo senso riteniamo dunque opportuno, come richiesto anche al Governo, mantenere ben saldo il timone verso la decarbonizzazione del settore dei trasporti. Sarebbe miope confondere misure di sostegno di breve termine, pur necessarie, con le misure di lungo termine indispensabili a garantire un futuro più pulito nelle nostre strade. Ciò richiede un impegno nel supporto alla transizione. Si rischierebbe di generare danni irreversibili se si cedesse unicamente a tentazioni “fossili” che rappresentano un palliativo più che una soluzione.
Drenare risorse all’elettrico ora, sia in forma economica che non economica, rischierebbe di frenare pericolosamente il nostro Paese, oltre a minarne la competitività rispetto ad altri, pronti invece a ripartire prima di noi e senza dietrofront rispetto a misure di sostenibilità di medio e lungo termine.