Analisi di mercato
Ottobre 2026 – Auto elettriche, Italia sempre più in ritardo: “Attenzione, così non si dà sollievo a famiglie e imprese e si resta indietro come industria”
Ottobre 2026
Le auto elettriche circolanti in Italia al 31 ottobre 2026 sono 461.326, con le immatricolazioni full electric che nel mese sono pari a 7.855 unità, valore in aumento del 26,5% rispetto a ottobre 2025.
Leggi di seguito l’analisi di dettaglio per saperne di più.
*Il dato è una stima di Motus-E sulla base delle immatricolazioni mensili al netto di un’ipotesi di radiato (dato consolidato disponibile con alcuni mesi di delay).
Progressivo immatricolazioni YTD
Le auto elettriche
Nel mese di ottobre le immatricolazioni delle auto elettriche sono pari a 7.855 unità (+26,5% rispetto a ottobre 2025). La quota di mercato mensile raggiunge il 6% (in aumento rispetto al 4,9% di ottobre 2025), mentre la market share da inizio anno si attesta al 7,76% (anche questa in aumento rispetto al 5,2% di MS YTD 2025). Nei primi dieci mesi del 2026 le BEV immatricolate sono 108.779, in crescita del 62,2% sullo stesso periodo del 2025.
Il parco circolante BEV si attesta così a 461.326 unità.
| MARKET OVERVIEW | OTT 2026 | OTT 2025 | Diff. mese % | YTD 2026 | YTD 2025 | Diff. YTD % |
| BEV | 7.855 | 6.211 | +26,47% | 108.779 | 67.085 | +62,15% |
| Tutte le alimentazioni | 131.683 | 126.109 | +4,42% | 1.401.537 | 1.298.038 | +7,97% |
| Market Share BEV | 5,97% | 4,93% | +1,04% pt | 7,76% | 5,17% | +2,59% pt |
Il mercato totale delle auto
Il mercato auto complessivo registra in Italia nel decimo mese del 2026 131.683 immatricolazioni, con un aumento del 4,42% rispetto a ottobre 2025 (+5.574 unità). Da inizio anno il mercato totalizza 1.401.537 auto (+7,97%).
Di seguito la distribuzione delle immatricolazioni per alimentazione fino a ottobre 2026.
(se non vedi il grafico, aggiorna la pagina)
Stabile la distribuzione delle auto per classe di emissioni, con il mercato che continua a vedere la categoria 91-135 gCO2/km segnare il maggior numero di immatricolazioni (62% di share), seguita dalla categoria 136-160 gCO2/km con il 13% di share.
Canali di mercato YTD
Guardando ai canali di mercato, a ottobre 2026 le immatricolazioni BEV evidenziano andamenti differenti tra i canali rispetto a ottobre 2025. In ordine decrescente di variazione: Private +47,35% (4.313 unità), Manufacturer & Dealer +37,83% (1.093 unità), Fleet +23,43% (611 unità), Rentals (Long Term) -2,58% (1.660 unità) e Rentals (Short Term) -39,04% (178 unità).
Da inizio anno il canale dei privati pesa il 63,74% delle immatricolazioni BEV (contro il 54,41% nel mercato totale), mentre il noleggio a lungo termine copre il 18,15% delle BEV.
Le auto BEV più vendute in Italia YTD
Nel mese: la classifica top 5 delle BEV più vendute in Italia a ottobre 2026 vede al primo posto la BYD Dolphin Surf (631 unità), seguita dalla Leapmotor T03 (450) e dalla Tesla Model Y (335). Completano la classifica BMW iX1 e Toyota C-HR+.
| # | TOP 5 ITALY — Ottobre 2026 | Immatricolazioni |
| 1 | BYD Dolphin Surf | 631 |
| 2 | Leapmotor T03 | 450 |
| 3 | Tesla Model Y | 335 |
| 4 | BMW iX1 | 269 |
| 5 | Toyota C-HR+ | 252 |
La top 5 delle BEV più vendute in Italia da inizio anno vede al primo posto la Leapmotor T03 con 23.635 unità, che da sola copre circa il 22% del mercato delle immatricolazioni elettriche YTD.
Distribuzione geografica auto BEV YTD
Per quanto riguarda le immatricolazioni elettriche su base regionale, nei primi dieci mesi del 2026 è in testa la Lombardia con 23.114 veicoli immatricolati, seguita dal Lazio con 13.431 e dalla Campania con 10.778 immatricolazioni elettriche. Al quarto posto troviamo la Sicilia con 8.866 veicoli e chiude la top 5 il Veneto con 8.021 BEV immatricolate.
Nel solo mese di ottobre la classifica è guidata da Lombardia (1.647), Toscana (1.052) e Lazio (948).
Auto BEV immatricolate YTD
14.001 - 21.000+
7.001 - 14.000
0 - 7.000
Distribuzione geografica europea YTD 26
Nei primi nove mesi del 2026 le market share YTD delle BEV vedono in testa alla classifica Olanda e Belgio con quote rispettivamente del 41,35% e 38,72%, seguiti da Francia (31,40%) e Germania (27,24%). Segue il Regno Unito con il 26,20% e chiudono Spagna e Italia con market share rispettivamente del 11,22% e 8,19%.
Nel solo mese di settembre l’ordine è lo stesso: Olanda 52,95%, Belgio 50,57%, Francia 41,70%, Germania 34,55%, UK 28,39%, Spagna 18,70%, Italia 8,41%.
I dati EU-7 hanno un mese di ritardo rispetto ai dati Italia: il confronto europeo è riferito a settembre 2026.
Progressivo immatricolazioni veicoli commerciali leggeri BEV YTD
Nel decimo mese del 2026 i veicoli commerciali leggeri completamente elettrici registrano 776 veicoli immatricolati, in aumento del 34,96% rispetto ai 575 dello stesso mese del 2025. La quota di mercato del mese si attesta al 5,23% (3,47% a ottobre 2025). Da inizio anno gli LCV BEV sono 5.970 (-13,60% sul 2025) con una quota del 4,25%.
Considerando tutte le alimentazioni, il mercato dei veicoli commerciali leggeri a ottobre 2026 registra 14.834 immatricolazioni, con una diminuzione del 10,46% rispetto a ottobre 2025 (da inizio anno 140.321, -6,46%).
Punti di ricarica ed infrastrutture - Settembre 2026
Punti di ricarica
12.001 - 18.000+
6.001 - 12.000
0 - 6.000
+18.096 (+26%) punti di ricarica (set 2026 vs set 2025)
Il divario tra Italia ed Europa in termini di penetrazione dei veicoli elettrici è tornato a crescere ed è un segnale estremamente preoccupante per il nostro Paese: così facendo i cittadini non potranno beneficiare dei vantaggi della mobilità elettrica e rimarremo tra i più esposti alla volatilità dei prezzi dei combustibili fossili, con le conseguenze che già oggi stanno pagando famiglie e imprese italiane.
Di fronte a un ritardo tanto preoccupante, stupisce che neanche una frazione dei fondi liberati dallo scostamento di bilancio – che pure devono essere utilizzati per elettrificare i consumi, inclusi i trasporti – sia stata al momento destinata alla tecnologia che più di ogni altra può contribuire a limitare in modo strutturale la dipendenza dell’Italia dalle importazioni petrolifere.
Alla luce del crescente interesse dei cittadini per la mobilità elettrica, sarebbero state sufficienti poche misure mirate e stabili per accendere il mercato: basta osservare ad esempio l’incremento delle immatricolazioni di ibride plug-in sul canale aziendale a seguito della revisione dei fringe benefit. Una misura semplice e chiara, di cui tuttavia le auto elettriche hanno potuto beneficiare solo in minima parte, per via di cavilli incomprensibili come la doppia tassazione sulla ricarica domestica.
Di fronte a questo ritardo sempre più inglorioso, speriamo che tutta la politica, dalla maggioranza all’opposizione, inizi a interrogarsi con urgenza sulle contromisure necessarie per non trasformare l’Italia in un mercato e in un’industria auto di Serie B.
