In un anno possibili risparmi di oltre 850 euro rispetto alla benzina e la convenienza aumenta considerando anche i minori costi di gestione e manutenzione. Il confronto e i numeri più aggiornati sulle colonnine di ricarica
ROMA, 26 ottobre 2026 – In una fase di forte rialzo del prezzo dei carburanti, con disagi per famiglie e autotrasporti, la mobilità elettrica rappresenta già oggi una risposta concreta per ridurre la spesa degli italiani. E mentre la convenienza dell’elettrico rispetto ai motori tradizionali si fa sempre più marcata, la rete di ricarica nazionale continua a crescere.
Secondo le ultime rilevazioni di Motus-E, con l’80% delle ricariche effettuate a casa e il 20% alle colonnine pubbliche, percorrere 100 chilometri con un’auto elettrica costa in media circa 5,50 euro, contro gli 11,60 euro di un’analoga auto a benzina e gli 11,50 euro di una diesel. Il tutto senza considerare abbonamenti, pacchetti e offerte degli operatori di ricarica.
Il vantaggio aumenta ancora se si ricarica solo a casa, scendendo in media a circa 4,5 euro per 100 chilometri: circa il 60% in meno rispetto alla benzina. E se non si dispone di un posto auto per caricare a casa o al lavoro? Il beneficio economico rispetto a benzina e diesel si riduce, ma rimane consistente, con una spesa che si attesta in media a 9,4 euro per 100 km (-19% rispetto alla benzina, -18% rispetto al diesel).
Per chi percorre 12.000 chilometri all’anno, il risparmio rispetto a un’auto a benzina può arrivare a superare gli 850 euro all’anno.
La convenienza aumenta ancora se si considera il vero costo totale di un veicolo, il cosiddetto Total cost of ownership (TCO), che al prezzo d’acquisto dell’auto somma tutti i costi di gestione: rifornimento, manutenzione, assicurazione e bollo, sottraendo il valore di rivendita finale.
Nel segmento delle citycar, il più diffuso in Italia, l’analisi del TCO evidenzia un risparmio rispetto alla benzina di circa 3.300 euro nell’arco di 6 anni nonostante il costo di acquisto più elevato, ipotizzando una percorrenza annua di 12.000 chilometri e una ricarica per l’80% domestica. La convenienza può addirittura crescere nei segmenti superiori, anche grazie ai costi di manutenzione che nelle auto elettriche sono sensibilmente più bassi.
“I numeri dimostrano che la mobilità elettrica non è solo una scelta per la sostenibilità ambientale, ma un’opportunità concreta di risparmio per famiglie e imprese”, osserva il presidente di Motus-E, Fabio Pressi. “Un’opportunità sempre più aperta a tutti grazie a una rete di ricarica ad accesso pubblico che continua a crescere con l’impegno degli operatori della ricarica”.
Al 30 settembre sono 88.368 i punti di ricarica a uso pubblico installati nella Penisola, in aumento di 18.096 unità nei 12 mesi.
Quasi il 30% dei punti di ricarica posati nell’ultimo anno è di tipo veloce e ultraveloce e il tasso dei punti di ricarica installati dagli operatori, ma in attesa di connessione dai distributori locali, è pari al 12,3%, in calo rispetto al 14,9% medio del 2025.
I punti di ricarica sulle autostrade raggiungono dal canto loro quota 1.569 unità (dalle 1.274 del settembre 2025 e le 1.057 del settembre 2024), di cui l’85% è di tipo veloce in corrente continua e il 57% supera i 150 kW di potenza. Più della metà delle aree di servizio autostradali è dotata ormai di infrastrutture per la ricarica.
A livello locale, la Lombardia è ancora in testa alla classifica delle Regioni con più punti di ricarica a uso pubblico (18.866 punti, +4.624 negli ultimi 12 mesi), seguita da Piemonte (9.557 punti, +2.780 nei 12 mesi), Veneto (8.646 punti, +2.238 nei 12 mesi), Lazio (8.161 punti, +714 nei 12 mesi) ed Emilia-Romagna (6.951, +1.462 nei 12 mesi).
Tra le Province, infine, Milano si attesta al primo posto (7.710 punti, +2.740 nei 12 mesi), seguita da Roma (6.243 punti, +362 nei 12 mesi), Torino (4.688 punti, +1.613 nei 12 mesi), Napoli (3.550 punti, +430 nei 12 mesi) e Brescia (2.588 punti, +745 nei 12 mesi).
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