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In montagna si viaggia elettrico – L’esempio delle politiche in Regione Trentino Alto Adige

Provincie autonome Trento e Bolzano

Quel che colpisce, nelle azioni di governo messe a punto in parallelo dalle Provincie autonome di Trento e di Bolzano, è l’ampio ventaglio delle azioni, lo loro coerenza, la capacità di coinvolgere tutti gli attori del cambiamento. Entrambe hanno anticipato gli incentivi statali per le auto elettriche, ma rivolgendosi in primo luogo alle imprese. E infatti, a fine 2018, circolavano nelle due provincie 3 mila e-car, quasi un quarto di tutt’Italia.

In estate nelle Dolomiti si noleggiano e si fanno escursioni in e-bike. Le cargo-bike sono promosse e incentivate per le consegne cittadine. Agriturismi e resort sono incentivati a dotarsi di punti di ricarica utili per le e-bike come per i turisticon la Tesla.

Dopo il mirabile recupero della linea ferroviaria abbandonata Merano Malles, anche Trenitalia ha dovuto darsi una scossa: in accordo con i comuni sono stati ridisegnati quasi tutti gli spazi attorno alle stazioni, dotandoli fermate di autobus,
di noleggio di bici, parcheggi con prese di ricarica. La stazione ferroviaria è un hub di mobilità sostenibile.

A Bolzano sopravvive uno dei primi car sharing d’Italia, ora associato ai servizi centroeuropei di DB. Qui la pianificazione per la transizione ad una mobilità totalmente sostenibile, che ha coinvolto le rispettive università di Trento e di Bolzano, si è subito tramutato in azioni multi stakeholders nel territorio che hanno cambiato la vita e il lavoro degli abitanti.

L’estate scorsa il Passo Sella è diventato il primo passo alpino e strada statale a “numero chiuso” per i veicoli a combustione, con tanto di autorizzazione del Ministero Infrastrutture. A Bolzano il 48% degli spostamenti cittadini è a emissioni zero, grazie soprattutto alle aree pedonali e ai percorsi ciclabili, ma anche all’integrazione con il servizio ferroviario e alle funivie.

Fonte Città MEZ

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