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Eyes wide shut: la mobilità intelligente esiste già ma in Italia lo sviluppo è rallentato

Cosa manca oggi?

Ci sono voluti anni per fare leggere ai detrattori i numeri della crescita mondiale delle vetture esclusivamente elettriche, per convincere di un’opportunità alla porta, di una nuova filiera di sviluppo che i Paesi old e new economy di tutto il mondo stanno già cavalcando e continueranno a fare con o senza l’Italia. Anni per chiedere un approccio quanto meno neutrale: lasciamo decidere al mercato quanto meno, se vi opponete allo sviluppo qualcuno altro lo farà e prenderà quella strada del 300, 400% di crescita sulla base degli ultimi anni. Oggi siamo ad un punto di svolta, abbiamo quasi tutti aperto gli occhi su una “rivoluzione” che si sta già attuando sotto il nostro sguardo.

Come nel film di Stanley Kubrick, “Eyes Wide Shut”, in cui i protagonisti vedono coraggiosamente la chiusa realtà con gli occhi spalancati a quanto descrive l’ossimoro, sintetizzando gli aspetti più inconsci da razionalizzare, segnando la fine di un cieco stato di comfort solo apparente, così noi facilitiamo la presa di coscienza. Cominciano via via a sfumare tutti i blocchi culturali di un’Italia che ha sempre guidato così.

Su questa parabola nasce il moto perpetuo di andare avanti con efficacia e efficienza. Abbiamo maturato una volontà viscerale di farci avanti più massicci, dopo anni di ascolto di dubbi e perplessità sulla presa di coscienza di un modello che sta sbaragliando gli stili guida e di business mondiali. E allora insieme ad alcuni partner abbiamo sfidato le convenzioni e le tecnologie indifferenziate, appellandoci alla ragione principale sul perché cambiare nell’attuale contesto sociale: l’imperativo della sostenibilità, sempre più importante per i consumatori e al centro delle strategie di sviluppo delle aziende, nell’ambito di un quadro europeo che ha fatto della lotta al cambiamento climatico uno dei suoi obiettivi fondamentali.

Oltre che in un cambio di mentalità, guidare in modo intelligente ha acquisito oggi una molteplicità di significati: l’automobile è in grado di essere collegata alle reti di trasmissione dell’energia per uno scambio bidirezionale, di rendersi autonoma grazie all’innovazione tecnologica, di essere una piccola centrale con tanto di stoccaggio su quattro ruote, di essere inserita in un contesto cittadino che punta alla riduzione dei blocchi domenicali, a minori costi di gestione e alla garanzia di una maggiore qualità della vita.

Se abbiamo preso per assodato il cambio di rotta, è arrivato il momento di unirci per fare sistema e chiederci cosa manca per uno sviluppo progressivo e rapido nel nostro Paese che gestisca la fase transitoria. Questo, tra gli altri, è uno dei principali obiettivi che porta avanti l’Associazione MOTUS-E, di cui Nissan è socio sostenitore.

Ed è proprio per discutere delle sinergie attivabili tra pubblico e privato e del contributo che il settore automobilistico, energetico, distributivo, scientifico possono fornire nelle scelte politiche che abbiamo deciso con il fondatore della società di Comin & Partners, Gianluca Comin, di mettere intorno al tavolo illustri rappresentanti delle istituzioni e delle aziende.

Fare sistema in una mobilità ben differenziata vuol dire sgretolare le barriere con la nuova mobilità intelligente per capire cosa fare e fare subito in una commistione virtuosa, riducendo le asimmetrie informative in modo che la domanda sia definita e orientata.

La visione emersa dalla tavola rotonda “Energia, innovazione, sostenibilità: nuove frontiere della mobilità intelligente” che si è tenuta nella serata di mercoledì 18 luglio negli uffici di Piazza Santi Apostoli di Comin & Partners è che serve un’accelerazione fatta di convergenza, di semplificazione dei mille lacci e lacciuoli incrociati della pubblica amministrazione, di poter disporre di un sistema tariffario più regolare e avere un quadro normativo nazionale che faciliti gli investimenti per una mobilità meno congestionata e inquinata. Al dibattito hanno partecipato Gianni Girotto, Presidente Commissione Industria del Senato, Bruno Mattucci, Presidente e Amministratore delegato di Nissan Italia, Francesco Venturini, Amministratore Delegato di Enel X, Luigi Michi, Responsabile Strategia e Sviluppo e Dispacciamento di Terna, Gianluca di Loreto, Partner Bain & Company Italy, Massimo Beccarello, Professore Associato di Economia dei Settori Produttivi Università degli Studi di Milano Bicocca e Valerio Rossi Albertini, fisico e divulgatore scientifico CNR.

Il decisore politico presente nella figura di Gianni Girotto, Presidente della Commissione Industria del Senato, ha chiosato sulla possibilità di introdurre una fiscalità ambientale per la mobilità, in linea con quelle già presenti in altri settori industriali. A lui il compito di mettere in fila alcune proposte da valutare in questa nuova legislatura per promuovere un autentico cambio di passo anche in Italia. Indispensabile, ha sostenuto il Presidente, guardare con attenzione alle best practice internazionali (tra gli esempi citati, Cina e California) e costruire un quadro normativo incentivante che venga incontro agli automobilisti, anche superando lo stallo sul Vehicle 2 Grid, il sistema di scambio di energia tra la rete e la vettura che è già legge in molte parti d’Europa con benefici in bolletta per chi mette a disposizione l’energia stoccata nella propria vettura a favore della stabilizzazione dei sistemi di rete.

Il senatore Girotto ha messo il suo impegno per favorire che questa tecnologia venga normata entro breve in Italia, dopo che la legge quadro è stata pubblicata in Gazzetta sul finire del 2017.

Luisa Di Vita

Direttore Comunicazione Nissan Italia