L’elettrico rappresenta l’alimentazione più economica per i costi di rifornimento di un veicolo. Come avviene da tempo per i telefoni cellulari, infatti, esistono diverse tipologie di formule in abbonamento per la ricarica, che nonostante l’aumento dei costi dell’elettricità registrato negli anni scorsi hanno subito rincari solo marginali. In particolare, i prezzi si aggirano intorno agli 0,4-0,6 euro per kWh rispettivamente se si ricarica presso stazioni pubbliche con abbonamenti e in base alla velocità di ricarica.

Se si ricarica presso la propria abitazione, il costo al kWh è di norma ancora più basso e corrisponde naturalmente a quello che si trova in bolletta. Nel caso in cui si disponesse di un impianto fotovoltaico, tra l’altro, si potrebbe addirittura ricaricare la vettura a costo zero grazie all’energia autoprodotta.

Per fare qualche esempio concreto, prendendo in considerazione un SUV familiare di dimensioni medio/grandi, il prezzo medio dell’energia necessaria per percorrere 100 km si aggira intorno ai 4 euro ricaricando a casa e ai 7 euro ricaricando a una colonnina a uso pubblico con abbonamento. Un valore medio inferiore all’equivalente auto a gasolio (in media circa 8 euro), a benzina (circa 9 euro), a metano (6,3 euro) e a GPL (6,2 euro).

Lo stesso vale per le citycar: in elettrico la spesa per percorrere 100 km in media si aggira intorno tra i 3,2 – 6 euro a seconda della location di ricarica, facendo ancora una volta meglio di gasolio (circa 6,5 euro), benzina (circa 6,8 euro), ibrido (circa 6,4 euro), metano (circa 6 euro) e GPL (circa 5,8 euro).

E per i van? Anche qui il discorso è analogo: in elettrico la spesa per percorrere 100 km si aggira intorno ai 4-7 euro, a fronte dei 7,8 euro circa del diesel.

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