A settembre immatricolazioni elettriche su del 47,7% e quota di mercato al 7,6%, tra le più basse del Vecchio Continente. Il presidente di Motus-E, Fabio Pressi: “Con lo scostamento di bilancio le risorse ci sono, serve una strategia mirata”

Roma, 1° ottobre 2026 – Il mercato italiano delle auto elettriche cresce, ma non decolla, mentre il resto d’Europa accelera ancora per proteggersi dal caro-carburanti.

A settembre – dopo la fine dell’effetto incentivi – le immatricolazioni di vetture full electric si sono attestate a 10.544 unità, con un progresso su base annua del 47,7%. La quota di mercato delle elettriche nel mese si è così attestata al 7,6%, in aumento rispetto al 5,6% di settembre 2025, ma in discesa rispetto al picco di giugno scorso (10,1%).

Nei primi nove mesi dell’anno, le auto elettriche immatricolate in Italia sono 100.923, su del 65,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, con una market share poco sotto l’8%, in crescita rispetto al 5,2% del periodo gennaio-settembre 2025. Al 30 settembre, il parco circolante elettrico puro italiano risulta composto da 454.437 auto.

Considerando tutte le alimentazioni, il mercato auto italiano segna a settembre un passo avanti dei volumi del 9,3% rispetto allo stesso mese del 2025, con 138.753 immatricolazioni totali. Positivi anche i nove mesi, con un incremento dell’8,4% su base annua a 1.269.814 registrazioni complessive.

Guardando ai principali mercati europei, gli ultimi dati confrontabili, riferiti ad agosto 2026, mostrano che la quota di mercato delle auto elettriche ha raggiunto il 38,4% in Francia, il 32,5% in Germania, il 13,6% in Spagna e il 29,8% nel Regno Unito. Nello stesso mese, in Italia la market share si era attestata appena al 6,3%.

“Nonostante i segnali positivi dal lato della domanda, il confronto europeo è netto e ci dice che non possiamo considerarci soddisfatti: l’Italia continua a crescere, ma resta molto distante dai principali mercati europei in termini di penetrazione dei veicoli elettrici”, commenta il presidente di Motus-E, Fabio Pressi.

“Oggi il punto non è inseguire il mercato con misure emergenziali, ma utilizzare le risorse disponibili per costruire una strategia stabile e selettiva, capace di accompagnare la crescente attenzione degli italiani verso la mobilità elettrica”, sottolinea Pressi, richiamando la clausola di salvaguardia prevista dalla Commissione europea per gli interventi destinati a ridurre i consumi petroliferi e rafforzare la sicurezza energetica.

“Le priorità sono chiare: una fiscalità più favorevole all’elettrificazione delle flotte aziendali, infrastrutture di ricarica per le aziende e nelle aree dove oggi il mercato da solo fatica a sostenere gli investimenti e un supporto concreto all’elettrificazione del trasporto merci. Sono interventi che riducono la dipendenza dai carburanti fossili, aiutano famiglie e imprese e rafforzano allo stesso tempo la competitività della filiera italiana”, prosegue Pressi, ricordando la proposta sulla fiscalità delle flotte aziendali trasmessa alla Presidenza del Consiglio e al Ministero dell’Economia da Motus-E insieme ad Anfia, Aniasa e Unrae.

“L’Italia non ha bisogno di rincorrere l’Europa con nuovi bonus temporanei: ha bisogno di una politica industriale stabile sull’elettrificazione. Le risorse oggi ci sono, la domanda sta dando segnali chiari e il rischio è di perdere altro tempo proprio mentre il mercato europeo accelera”.

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