Il presidente dell’associazione, Fabio Pressi: “La traiettoria tecnologica del settore è sotto gli occhi di tutti, serve uno sforzo comune per rilanciare l’industria nazionale”

ROMA, 30 gennaio 2026 – “In una fase di profondi cambiamenti tecnologici come quella attuale, gli strumenti incentivanti devono essere calibrati per dare stabilità e prevedibilità al mercato, facilitando la pianificazione tanto per i consumatori quanto per l’industria”. Così il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, intervenendo al Tavolo Automotive convocato oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy dal ministro Adolfo Urso.

“Gli altri grandi Paesi europei, come Francia, Germania e Spagna, hanno già attivato nuovi incentivi per le auto elettrificate a valle della presentazione del Pacchetto Auto della Commissione europea”, osserva Pressi, sottolineando che anche in Italia “occorre una pianificazione strategica dei supporti alla domanda, che non devono distorcere il mercato, ma sostenerlo e accompagnarlo gradualmente verso l’elettrico. Accanto ai bonus per i privati, è indispensabile una profonda revisione della fiscalità sulle flotte aziendali, che aiuterebbe le aziende e faciliterebbe la creazione di un mercato dell’usato elettrico ampio e variegato, a beneficio di tutti i cittadini”.

Affrontato da Pressi anche il tema industria, nei giorni in cui a livello europeo le immatricolazioni di auto ricaricabili – full electric e ibride plug-in – hanno quasi raggiunto il 30% del totale, e nel mondo la quota di mercato delle auto dotate di ricarica elettrica esterna è anche superiore. “La traiettoria tecnologica del settore è sotto gli occhi di tutti – nota il presidente di Motus-E – e i risultati dell’ultima survey dell’Osservatorio TEA, presentati questa settimana al Mimit, indicano che la filiera automotive nazionale non sta investendo abbastanza sull’innovazione, il che rischia di tradursi in prospettiva in una perdita di competitività pericolosissima”.

In quest’ottica, prosegue Pressi, “bisogna superare i dibattiti ideologici e lavorare tutti insieme con pragmatismo a un grande piano di rilancio dell’industria italiana, che dialoghi con le ambizioni dell’Europa e pesi adeguatamente l’urgenza di governare, e non subire passivamente, una transizione tecnologica globale inarrestabile”.

Posto l’accento anche sul nodo dei costi energetici in relazione alla ricarica elettrica. Su questo aspetto, in particolare, il numero uno di Motus-E ricorda che “gli operatori della ricarica pubblica italiani pagano l’elettricità molto di più di quanto avvenga in altri grandi Paesi europei, con riflessi inevitabili sugli utenti finali. Su questo punto sarà determinante il contributo del regolatore. Anche perché, come forse non tutti sanno, sulla ricarica elettrica in Italia gravano già oggi oneri fiscali e parafiscali persino superiori rispetto ai carburanti tradizionali”.

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