ROMA 14 luglio 2026 – Rendere rapidamente operativo il DPCM Automotive e ripristinare le risorse annunciate, costruire una politica strutturale della domanda attraverso una revisione della fiscalità sulle flotte aziendali, migliorare – senza affossarlo – il regolamento europeo sui Clean Corporate Vehicles e fare dell’Italia un polo europeo per il riciclo delle batterie al litio.

Questi i temi sollevati dal presidente di Motus-E, Fabio Pressi, in occasione della riunione del Tavolo Automotive che si è tenuta oggi a Roma al ministero delle Imprese e del Made in Italy, presieduta dal ministro Adolfo Urso.

“Il nuovo DPCM Automotive contiene scelte condivisibili, la priorità è accompagnare la componentistica italiana, salvaguardando competenze, occupazione e capacità industriale”, ha osservato Pressi, valutando positivamente anche “gli interventi sui veicoli commerciali, sulla ricarica domestica e sul noleggio sociale”, che tuttavia “devono essere rafforzati e attuati rapidamente”.

Per i veicoli commerciali N1 “il tempo è decisivo”, ha sottolineato il presidente di Motus-E, chiedendo di “ripristinare almeno la dotazione originaria” e di “aumentare progressivamente le risorse per i mezzi con zero emissioni allo scarico”.

Sul noleggio sociale, invece, occorre “una riflessione più profonda”. L’iniziativa infatti “è realmente sociale quando riduce sia il costo di accesso alla mobilità sia quello di utilizzo del veicolo”, ha notato Pressi, sostenendo che la misura dovrebbe essere “maggiormente orientata verso i veicoli elettrici e accompagnata da soluzioni per la ricarica domestica”.

Sul fronte del mercato e del pericoloso ritardo italiano nella penetrazione dei veicoli elettrici, il numero uno di Motus-E ha ricordato che in Italia “non esiste oggi una politica strutturale di sostegno alla domanda”. Motus-E propone in questo senso di “intervenire sul segmento in grado di generare volumi stabili e programmabili: le flotte aziendali”, rendendo “più conveniente per imprese e partite IVA scegliere un veicolo elettrico, intervenendo in modo coordinato su deducibilità, detraibilità dell’IVA e fringe benefit”.

“La Commissione europea ha previsto la possibilità di utilizzare la clausola nazionale di salvaguardia per interventi legati alla sicurezza energetica e alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, inclusa l’elettrificazione”, ha evidenziato il presidente di Motus-E, “17 Stati membri l’hanno già attivata e l’Italia non è fra questi. Chiediamo pertanto al Governo di prepararsi a utilizzare questa opportunità, destinando parte delle risorse alla riforma della fiscalità delle flotte”.

Quanto invece al regolamento Ue sui Clean Corporate Vehicles, Pressi ha chiarito che “Motus-E non chiede di approvare il testo senza modifiche. Ma una cosa è migliorare il regolamento; un’altra è cancellarlo” e “il regolamento è uno dei pochi strumenti capaci di trasformare la preferenza per il Made in Europe in un mercato reale”.

Infine, le batterie. “L’Italia può candidarsi a diventare un polo europeo del recupero e del riciclo delle batterie al litio” e “questa priorità industriale e strategica è pienamente coerente con le finalità del Fondo Automotive”, ha concluso Pressi, “chiediamo quindi un programma dedicato all’intera catena: raccolta, diagnosi, riutilizzo, disassemblaggio, trattamento della black mass e raffinazione dei materiali”.

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