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Il momento della mobilità elettrica è oggi: il “decalogo” di Francesco Venturini

Francesco Venturini, amministratore delegato di Enel X e Presidente di MOTUS-E, è intervenuto durante lo scorso MOTUS-E Event offrendo una panoramica sulla mobilità elettrica e, attraverso i suoi così detti “dieci buoni motivi”, ha spiegato come, a 50 anni dall’ultimo tentativo di portare la mobilità elettrica nella nostra quotidianità, oggi sembra sia davvero arrivato il momento giusto.

 

Perché? O meglio, quali sono quindi i dieci motivi che confermano la sua ascesa?

  1. Le vendite nel mondo stanno aumentando in maniera esponenziale. Oggi si contano oltre 5 milioni di auto elettriche, escludendo tutto le altre forme di mobilità. Come ad esempio i monopattini elettrici, il c.d. “trasporto dell’ultimo miglio”, che stanno diventando un forte acceleratore della mobilità elettrica su larga scala. E ancora la mobilità su due ruote, molto popolare in Cina, e infine su tre ruote che solo in India conta oltre un milione e mezzo di veicoli.
  2. La tecnologia sta progredendo a una velocità impressionante, soprattutto se si pensa all’evoluzione delle batterie, sempre più efficienti e dai costi in netta diminuzione.
  3. Batterie più potenti si traducono in auto che oggi sono in grado di soddisfare la maggior parte delle necessità di percorrenza degli automobilisti. Interessanti le cifre riportate dal report di Legambiente che mostrano come il 75% degli spostamenti degli italiani sia inferiore ai 10 chilometri, di questi il 25% non supera i 3.
  4. I tempi di ricarica sono sempre più brevi e la tecnologia si evolve rapidamente in questo senso. Se il range non è più un problema anche i tempi di ricarica lo saranno sempre meno.
  5. I costi di gestione sono già inferiori rispetto a quelli di un mezzo tradizionale ed è dimostrabile non solo in relazione all’utilizzo di auto private, ma soprattutto nel trasporto pubblico elettrico. Dato dimostrato dalle tante città, in Italia e nel mondo, che hanno scelto questo tipo di mobilità.
  6. Gli investimenti del settore automotive stanno convergendo inevitabilmente sulla mobilità elettrica: le case stanno investendo nel settore oltre 300 miliardi di dollari nei prossimi 5-10 anni.
  7. Chi gioca la partita della mobilità elettrica gioca la partita per il primato industriale. Inoltre il gioco della mobilità elettrica è ormai un gioco obbligato. La Cina vi si è affacciata perché non riusciva a produrre auto allo stesso livello di Europa e America. Il mercato americano è partito in maniera diversa, andando di fatto a ripensare la mobilità in chiave elettrica. L’Europa in questo momento si trova a rincorrere i due mercati e deve svegliarsi.
  8. La mobilità elettrica rappresenta un’opportunità di cooperazione tra settori apparentemente distanti tra loro, creando nuove opportunità di sviluppo. Questo è fondamentale soprattutto perché oggi, dall’altra parte, non c’è un settore che possa dire di lavorare da solo.
  9. Lo sviluppo e i benefici della mobilità elettrica aumentano di pari passo con la diffusione delle rinnovabili, e sono l’una legata all’altra.
  10. Le auto elettriche consentono un’esperienza di utilizzo completamente diversa, con un fascino unico e dal sapore inedito. Il ‘fun factor’ di un’auto elettrica è, da solo, una ricarica di energia!

“In termini di mobilità elettrica il nostro Paese è sulla strada giusta” conclude Venturini. Oggi la maggior parte degli investimenti, sia nel settore dell’automotive che nel settore utilities, stanno confluendo in maniera decisiva verso la mobilità elettrica e l’Italia deve adattarsi, capire che non c’è un’altra alternativa e che è necessario un piano definito di investimenti che possa competere con un mercato globale che sta andando in una direzione ormai prestabilita. L’Italia è sicuramente ben posizionata su alcuni elementi, come infrastrutture, ricerca e sviluppo, e meno bene su altri. Quello che oggi serve è l’apporto della grande industria, in grado di aiutare un tessuto industriale vivo e guidare, al contempo, la transizione del Paese.