Il nostro segretario generale, Dino Marcozzi è stato intervistato da Valentina Conti, giornalista del quotidiano “Il Tempo”, per analizzare le cause del rogo avvenuto vicino al liceo Dante di Roma.

Di seguito l’intera intervista, scaricabile anche in PDF.
L’ipotesi che le fiamme siano scaturite da uno degli scooter elettrici parcheggiati? Mah, mi sembra molto strano. In caso, potrebbe essere stato il surriscaldamento delle batterie. Ma aspetterei a parlare dopo il risultato delle indagini. Perché i mezzi elettrici sono molto protetti.
Dino Marcozzi, segretario generale di MOTUS-E, la prima associazione di stakeholders della mobilità elettrica, quanto avvenuto vicino al liceo Dante di Prati, secondo le indiscrezioni circolate, non se lo spiega. “In realtà – dice – sono stati fatti studi in Usa”.
E cosa dicono?
Che la probabilità che un’auto elettrica vada a fuoco è un quinto rispetto ad una convenzionale. Uno a cinque è il rapporto. Perché si è monitorato il dato in Usa dove vanno a fuoco 150 auto convenzionali al giorno. Quindi – sull’elettrico – la probabilità è parecchio inferiore. E ribadisco: i mezzi elettrici normalmente hanno dei sistemi di protezione molto sofisticati per evitare il surriscaldamento delle batterie”.
Li hanno tutti?
Tutte le principali case”.
Il surriscaldamento delle batterie da cosa può dipendere?
Da come è stato usato il mezzo, se è stato ricaricato in modo improprio (se, ad esempio, c’è stata qualche manovra strana durante la ricarica), e da che tipo di motorino, nel caso specifico, è (ce ne sono anche di marche cinesi). Ma – ripeto – sempre se è stato lo scooter elettrico a scatenare l’incendio. In quanto, tendenzialmente, ciò non avviene. Inoltre, per arrivare al rogo il surriscaldamento deve essere molto elevato e ci deve essere contatto con l’aria. Per dire, in caso di incidente è molto raro. Altrettanto lo è che si verifichi spontaneamente”.
Che tipo di batterie possiede un motorino elettrico?
Al litio. Come quelle di un cellulare, ma più grandi. I materiali sono quelli”.
Si è forse sentito uno scoppio prima della deflagrazione. A cosa può essere dovuto?
Alla batteria che potrebbe aver avuto un fenomeno di incendio più rapido”.
Nel rogo sono stati distrutti diversi scooter, un’auto elettrica e una smart. Come è possibile?
Una volta che parte l’incendio, se i motorini erano ammassati, si propaga. È il fatto in sé a risultarmi molto singolare. E il punto è pure un altro”.
Quale?
Quando si incendia un mezzo elettrico fa molto più notizia di quando se ne incendia uno convenzionale, perché parliamo di mezzi che girano da poco”.
Sui modelli più vecchi di motorini elettrici ci sono più problemi?
No, i modelli sono sostanzialmente tutti nuovi, vengono realizzati con nuove tecnologie. Poi ci sono modelli costruiti da casa automobilistiche inferiori, ma se sono omologati su strada significa che hanno superato dei test. Pertanto – se l’omologazione è fatta a regola d’arte – direi che non è vero che ce ne sono alcuni più sicuri e altri no. Hanno costi differenti, ma ci sono sempre gli standard minimi di sicurezza a cui ci si deve riferire”.
I rischi sull’elettrico quali sono?
Qualunque mezzo ha rischi. Nell’elettrico non c’è la benzina che si infiamma. Le prestazioni dei motorini elettrici sono diverse e pure inferiori (non superano i 45 chilometri l’ora di media, sono catalogati, in genere, come ciclomotori. Le motociclette elettriche, ad oggi, sono molto rare.) Il motore elettrico può avere un’accelerazione più alta, ma i pericoli, ad esempio, di incidenti sono più bassi”.
C’è pure chi dice che si stava meglio quando si stava peggio…
È una vera sciocchezza. I mezzi elettrici sono al centro dell’attenzione. Siamo in fase di transizione e la sensibilità è più alta. La transizione è ineluttabile. Si tratta solo di assecondare lo sviluppo”.
 
 

Fonte: Il Tempo

Continua a leggere

  • Pubblicato il 4 Novembre 2022

  • Pubblicato il 7 Ottobre 2022

  • Pubblicato il 7 Ottobre 2022