Oggi ci spostiamo in Nord Europa dove, dopo i grandi mezzi di salvataggio come i LifeCraft di VIKING che possono ospitare fino a 203 passeggeri, anche le scialuppe diventano elettriche.
Ci troviamo in Olanda dove il cantiere Verhoef punta sull’elettrico scegliendo per le sue scialuppe il motore tedesco Torqeedo. La destinazione finale, nemmeno a dirlo, è la Norvegia dove verranno messe a disposizione nella piattaforma offshore del nuovo progetto petrolifero Valhall Flank West. Ed ecco il paradosso, il paese che ha costruito la propria ricchezza sul petrolio, è stato anche il primo a investire su veicoli e natanti elettrici.
Ma torniamo alle scialuppe, si tratta di particolari imbarcazioni di salvataggio a caduta libera che, in caso di fuga dalla piattaforma, si lanciano dall’alto verso il mare. La resistenza è il punto fondamentale, ma hanno già superato i test di caduta finali.  La barca in alluminio, 32 posti di capienza, sfrutta un sistema di propulsione completamente integrato costituito da un motore elettrico da 50 kW, circa 80 cavalli, e alimentato da tre batterie da 30,5 kWh. Il sistema, chiaramente molto robusto, è progettato per resistere alle forze del lancio a della caduta libera, offre i primi 30 minuti a piena velocità a cui seguono 10 ore di autonomia aggiuntive al 50% della velocità massima. L’impianto elettrico comprende inoltre un inverter per azionare una pompa a spruzzo d’acqua, obbligatoria nel caso in cui la scialuppa attraversi zone dove è presente olio che brucia sulla superficie dell’acqua.
La transizione all’elettrico va a ridurre gli elevati costi di manutenzione dei motori diesel attualmente in uso, che inoltre richiedono una grande quantità di manutenzione e riparazioni. Il problema principale con i motori diesel riguardano l’inattività, l’accumulo di fuliggine può infatti causar danni interni che influiscono negativamente sulle prestazioni e sull’affidabilità del sistema di evacuazione. La propulsione elettrica elimina invece anche la necessità di trasportare, stoccare e maneggiare il gasolio sulla piattaforma.
Ma, aldilà dell’ecologia, che pur è importante, a bordo di una piattaforma petrolifera altre due cose contano: la sicurezza e l’economia. Verhoef stima infatti che il sistema elettrico ridurrà i costi operativi di circa il 90-95% rispetto alla combustione, mentre sul fronte della sicurezza interessante è la tecnologia di controllo: grazie alla funzione di connettività integrata sarà possibile monitorare in remoto l’impianto elettrico da riva, con una batteria che garantisce nove anni di autonomia.
 

Fonte foto: Vaielettrico

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