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Infrastrutture e mobilità, il nuovo piano del governo per accrescere la competitività del Paese nel rispetto dell’ambiente

Pianificare, programmare e progettare per realizzare un Paese più moderno, equo e resiliente. Sono questi i principali obiettivi dell’Allegato infrastrutture al Documento di Economia e Finanza, approvato lo scorso 29 luglio scorso dal Consiglio dei Ministri, che introduce un modello di sviluppo sostenibile in linea con i principi dell’Agenda 2030 dell’Onu e del Green Deal europeo e in coerenza con i piani nazionali generali e settoriali di riferimento.

“Abbiamo pochi anni per realizzare i progetti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) utilizzando al meglio i fondi europei e nazionali a disposizione”, ha commentato il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili (Mims), Enrico Giovannini. “È necessario pianificare infrastrutture e mobilità in modo innovativo, individuando le priorità secondo una strategia sistemica e integrata. L’allegato innova il modello di programmazione per realizzare gli interventi necessari a interconnettere le aree del Paese, per migliorare le infrastrutture idriche e accrescere la qualità dell’abitare, riducendo le disuguaglianze territoriali, per essere più competitivi, equi e sostenibili”.

Il piano si sviluppa su 4 pilastri fondamentali: analisi del contesto e dei fabbisogni; coerenza delle programmazioni; scelte delle priorità; valutazione di programmi e opere. Il tutto con lo scopo di migliorare il benessere delle persone e la competitività delle imprese.

Come si legge dal documento programmatico, il piano non si riferisce solamente alla spesa bensì un vero e proprio insieme di traguardi, quantitativi e dettagliati, da raggiungere nei prossimi 10 anni per accrescere la competitività del Paese nel rispetto dell’ambiente.

In concreto, l’impatto del PNRR sulla qualità di infrastrutture, mobilità e per la riduzione dei divari territoriali sarà significativo: oltre 6.500 chilometri di rete ferroviaria nazionale e regionale potenziata o riqualificata, 4.500 nuovi autobus, oltre 230 km di trasporto rapido di massa nelle città potenziato o riqualificato, 55 stazioni ferroviarie riqualificate nel Sud del Paese, 50 nuovi treni completi passeggeri, 1.900 unità per le merci tra locomotive, carri, mezzi intermodali, manutenzione su 2.000 km di strade e 1.800 km di nuove piste ciclabili.

“Abbiamo introdotto il Piano Processo, un metodo per pianificare gli interventi che prevede nuovi parametri per la selezione delle opere, aggiornamenti, approfondimenti e decisioni in fasi successive con la possibilità di revisione delle scelte in caso di mutamento dei contesti e valutazioni ex ante ed ex post degli interventi per compiere scelte più razionali e funzionali al raggiungimento degli obiettivi di medio termine”, spiega Giovannini.

Per leggere la presentazione dell’Allegato infrastrutture al Documento di Economia e Finanza clicca qui.

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