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Norvegia, colonnine elettriche al posto delle pompe di benzina

Nel 2020 la Norvegia ha fatto registrare un boom nell’immatricolazione di auto elettriche. Non si tratta di un caso: da anni il governo norvegese incentiva da un lato l’acquisto di auto elettriche, e disincentiva dall’altro l’utilizzo di veicoli a motore endotermico. Un cambio di passo che si comincia a notare anche nel paesaggio urbano, con le colonnine elettriche al posto delle pompe di benzina

Il boom di auto elettriche in Norvegia
Il paese scandinavo continua a scommettere sulle auto elettriche. Gli ultimi dati diffusi qualche settimana fa dall’ente norvegese di informazioni sul traffico stradale parlano chiaro: nel 2020 le vendite di auto elettriche in Norvegia sono arrivate a coprire il 54% del totale. Se si pensa che soltanto 10 anni fa la percentuale di vendita di auto elettriche rappresentava appena l’1% del totale, si capisce che la crescita esponenziale del settore delle auto elettriche assume un peso importante nella transizione ecologica del paese.

Il governo norvegese sostiene la transizione ecologica
Da anni il governo norvegese sostiene, tramite sussidi e agevolazioni, l’acquisto di veicoli elettrici e, contemporaneamente, disincentiva l’incremento delle auto a benzina e diesel. In Norvegia la sostenibilità ambientale viene ritenuta un elemento trainante per l’economia di tutto il paese, nonostante si tratti di uno dei più grandi produttori di petrolio al mondo. L’obiettivo del governo, dichiarato nel 2016, è quello di azzerare le vendite di auto a benzina e diesel entro il 2025. L’incentivo più importante messo in atto in Norvegia per l’acquisto di auto elettriche è stato quello di esonerare i possessori dal pagamento delle tasse previste per tutti gli altri veicoli alimentati da combustibili fossili. Oltre a questo, altre misure governative hanno spinto i norvegesi a preferire auto elettriche: il parcheggio gratuito e l’esenzione dai pedaggi hanno fatto il resto. L’ultimo passo per incentivare l’acquisto di auto elettriche è stato il sostegno alle infrastrutture di ricarica.

Colonnine di ricarica elettrica al posto delle pompe di carburante
Con un numero di auto in circolazione che si sposta sempre di più verso l’alimentazione elettrica, in Norvegia si assiste alla progressiva sostituzione delle pompe di carburante con le colonnine di ricarica elettrica. Queste ultime sono, ad oggi, in numero maggiore rispetto agli erogatori di carburante.
Solo in un paese come la Norvegia poteva verificarsi questa situazione: è proprio in Norvegia che, ormai da tempo, le immatricolazioni di auto elettriche hanno di gran lunga superato quelle con motore endotermico.

Come è stato possibile arrivare a questo primato? Gli incentivi statali per l’acquisto di auto elettriche sono stati numerosi, accompagnati anche da disincentivi per l’utilizzo di veicoli a carburante.
Questo cambio di paradigma si comincia a notare ormai anche nell’infrastruttura di rifornimento. Già nel 2019 la catena di stazioni di carburante Circle K aveva fatto sapere di aver sostituito le pompe di benzina della stazione di Alexander Kiellands Plass con delle colonnine di ricarica da 50 kW e da 150 kW. Ora l’azienda canadese Couche-Tard, multinazionale nel settore dei minimarket, con i suoi 15mila punti vendita, ha deciso di sperimentare proprio in Norvegia la creazione di una rete di stazioni di rifornimento elettrico: sostituendo le pompe del carburante con colonnine di ricarica elettrica in alcune stazioni di servizio Circle K, la multinazionale canadese sta disegnando una nuova modalità di rifornimento e, implicitamente, un nuovo paesaggio urbano, decisamente più sostenibile.

La nuova fase di transizione, che vede come protagonista il settore delle auto elettriche, avrà un impatto sulle compagnie petrolifere e, di conseguenza, ridurrà drasticamente l’attuale rete di distribuzione dei carburanti, a tutto vantaggio dell’ambiente.

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