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Pavia, elettrificare il trasporto pubblico per non perdere il “treno” del PNRR

Il “treno” dell’elettrificazione passa per Pavia, dove nei prossimi anni potranno entrare in servizio ben 65 bus elettrici (per la città di Pavia una transizione pressoché totale allo “zero emission”), grazie alle progettualità messe in campo dall’attuale gestore del tpl Autoguidovie. La società, prima impresa a capitale privato italiano del tpl automobilistico, ha infatti pubblicato nei mesi scorsi una prima gara da 120 autobus elettrici per un piano da 7 milioni di euro di investimenti con l’obiettivo di proiettare la città lombarda verso uno standard di trasporto pubblico dalla vocazione europea. 

Una precisazione fondamentale per i meno avvezzi alle pieghe del quadro regolatorio del trasporto pubblico: gli investimenti in rinnovo del parco rotabile con tecnologie innovative (nei casi in cui siano «non previsti in offerta», come recita il contratto di servizio) sono contemplati dalle normative come ragioni sufficienti per assegnare all’operatore una proroga del contratto «tale da compensare il maggior onere sopportato dal gestore stesso in conseguenza del detto inserimento». Nel caso pavese tale proroga, di tre anni, consentirebbe ad Autoguidovie di rimanere a capo del servizio fino al 30 settembre 2028. 

A livello paese, la fase che stiamo vivendo promette una vera svolta. Con 7,5 miliardi di euro sul piatto da qui al 2033 (al netto dei cofinanziamenti), progetti di rinnovo e ringiovanimento delle flotte con tecnologie meno impattanti sono effettivamente alla portata di operatori e città. A patto di rispettare scadenze burocratiche e procedure che, se mancate, rischiano di fare sfumare importanti opportunità. Il cambio di passo, del resto, è oggettivamente significativo: soltanto pochi anni fa si era costretti giocoforza a ritenersi soddisfatti quando gli stanziamenti si attestavano tra i 100 e i 150 milioni di euro annui. 

Calando questi numeri nel microcosmo del caso pavese, la città ha ora a disposizione oltre 30 milioni di euro, assegnati nell’ambito dei fondi destinati ai comuni capoluogo ad alto tasso di inquinamento con risorse provenienti dal Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile (Psnms) e dal Pnrr. 

Nel corso del presente affidamento, che ha avuto il via nel 2017, Autoguidovie ha rinnovato la flotta con 230 mezzi di nuova immatricolazione, nell’ambito di un piano di rinnovo del parco che contempla investimenti aggiuntivi rispetto a quelli richiesti in sede di gara, portando Pavia prima città in Italia per età del parco autobus. Basti menzionare l’anzianità media del parco scesa a 4,6 anni rispetto a quel 5,5 che costituiva l’obiettivo in sede di offerta alla gara di servizio.  

Guardando al 2025 e oltre, nel programma definito negli uffici di Autoguidovie è prevista la messa in servizio di 75 nuovi bus per un investimento complessivo di 34 milioni, 28,4 dei quali provenienti da fondi Psnms e Pnrr. Va da sé che i restanti 5,6 provengono dalle casse di Autoguidovie, così come un ulteriore milione di euro per le spese di adeguamento infrastrutturale del deposito con sistemi di ricarica per i bus elettrici (in aggiunta agli 1,7 milioni di fondi Pnrr). 

Le principali novità riguarderanno il servizio urbano, interessato dall’ingresso in servizio di 59 bus elettrici. La prima gara, da 25 mezzi elettrici, ha già preso il via. Il milione di bus/km annui percorsi dai bus a batteria si tradurrà, secondo le stime, in un taglio di 1.100 tonnellate di CO2.  

Ma l’elettrico, lungi dal restare confinato nel perimetro del reticolo cittadino, è destinato a debuttare anche sulle direttrici extraurbane: è prevista l’immissione in servizio di sei Classe II su profili di missione suburbani, ai quali si aggiungeranno 8 veicoli a gasolio di ultima generazione. La transizione all’elettrico chiama in causa gli adeguamenti infrastrutturali: il futuro polo dell’elettrico pavese è stato individuato nel deposito di via Campeggi, destinatario di 1,7 milioni di euro fonte Pnrr (a cui si sommano i già menzionati 1,1 milioni di Autoguidovie). Per non parlare degli interventi di formazione e riorganizzazione delle aree aziendali, ulteriori ambiti di investimento da parte dell’operatore per 235mila euro che portano il totale a 7 milioni. Sufficienti, sommati alle risorse europee, per alzare ulteriormente l’asticella di un sistema di trasporto pubblico che è già oggi tra le best practice italiane. 

La nostra Associazione ha realizzato un Vademecum che ha l’obiettivo guidare: le Regioni, gli Enti locali e le aziende di trasporto pubblico e altri operatori alle opportunità di implementazione di una rete di trasporto pubblico locale di bus 100% elettrici (Bus Elettrici a Batteria – BEB), in modo da supportare il processo decisionale, aiutare a ottenere il massimo beneficio e mitigare i potenziali rischi.Investire in una rete TPL 100% elettrica non solo è desiderabile dal punto di vista ambientale e di confort ma è anche conveniente e la storia di Pavia ce lo dimostra.

Leggi di più sul nostro Vademecum dedicato al TPL: https://www.motus-e.org/news-associative/autobus-elettrici-conviene-allambiente-conviene-a-tutti

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